La Preda / Irene Nemirovsky

l apreda.jpgTitolo: La Preda

Autore: Irene Nemirovsky

Traduttore: Laura Frausin Guarino

Editore: Adephi

Collana: Piccola Biblioteca

Prezzo: 18.00 €

ISBN: 9788845927225

Pagine: 212 pp

trama

Jean-Luc Daguerne non ha che un desiderio: «afferrare il mondo a piene mani», diventare uno di quelli che gestiscono il potere e gli affari. Per riuscirci accetterà di essere umiliato, di mentire, di adulare, di fare il doppio gioco, e persino di tradire il suo unico vero amico. Fino al giorno in cui ritroverà dentro di sé, con stupore e sgomento, «quel desiderio di tenerezza, quel disperato bisogno di amore» che per anni ha dovuto negare e soffocare.

recensione

Il successo, quando è lontano, ha la bellezza del sogno, ma non appena si trasferisce su un piano di realtà appare sordido e meschino.

 

Questo è il secondo tentativo che faccio con la Nemirovsky. Fallito anche questo e mi dispiace tantissimo dirlo.

I personaggi di questa bravissima autrice che al di là della trama scriveva davvero bene, non solo non mi toccano alcuna corda interiore ma mi stanno addirittura antipatici.

Dopo Jezabel e con lo stomaco ancora sotto sopra per via del disgusto provato nel corso di tutta la lettura in quanto la protagonista l’avrei, il più delle volte, sbattuta contro un muro mi ero detta che certamente non era la sua opera con cui cominciare. Mi dissi che Suite Francaise forse sarebbe stata una scelta più appropriata ma non volevo cominciare con un big book che, casomai non mi fosse piaciuto, sarebbe stato da un lato un dispendio inutile e dall’altro un libro lasciato a metà che, per quanto abbia cominciato a farlo, mi dispiace sempre.

In questo libro seguiamo le vicissitudini di  Jean-Luc. Povero in quanto la sua famiglia non riesce in alcun modo ad aiutarlo economicamente. Vive a Parigi dove studia e si mantiene da solo. Riesce comunque con le sue forze ad esistere non senza astio e inulte quanto dannoso rimorso verso coloro che invece non hanno bisogno di faticare per ottenere le cose, i ricchi di famiglia. Fa parte di quella categoria di persone corrose dall’invidia e che odiano per il solo fatto di non poter prendere il posto di ciò che stanno sforzandosi di odiare. Ipocriti in fin dei conti. Si frequenta con una ragazza che dice di voler sposare. Lei non fa parte della società dei fortunati. E’ ricca di famiglia e non deve faticare per ottenere le cose, le basta desiderarle. Pavido e vile quindi per “punire” la sua ragazza che ha smesso di rispondere al telefono e non si presenta più nemmeno agli appuntamenti  perché il facoltoso padre le ha organizzato un matrimonio di convenienza, cerca in tutti i modi di entrare nelle sue grazie (di nuovo) e nel suo intento c’è il voler passare una notte con lei. Per farla arrivare non più vergine al matrimonio. Non gli basta questo però, la mette anche incinta. Obbligando così il padre ad approvare il loro di matrimonio e inserendosi così senza fatica, perlomeno non sua, in quella società di ricchi che ha sempre falsamente odiato. Odiato solo per il non farne parte perché in fondo la sua unica ambizione era quella di essere uno di loro.

Sposa quindi la ragazza, un matrimonio senza amore. Non riuscirà ad instaurare un dignitoso rapporto nemmeno con il figlio. Sarà pronto a lasciar morire la sua sposta per i soldi di un affare che gli si presenta lì sul momento. Non amerà lei. Non amerà il figlio. Non amerà nemmeno la sua vita. Forse nemmeno se stesso. Ma amerà la ragazza del suo migliore amico. L’unico forse. Amico che non aiuterà nel momento del bisogno, farà da freddo spettatore al suo arresto che con la sua nuova carica altolocata avrebbe potuto impedire e mentre l’amico sarà in prigione lui sedurrà la sua donna.

Ma la legge del contrappasso è sempre dietro l’angolo. Il cuore della ragazza non gli apparterrà mai. Avrà il suo corpo ma lei non smetterà mai di amare l’amico.

L’unico amore che Jean-Luc abbia mai provato nella sua vita è l’amore che non gli apparterrà mai. Questo stato lo porterà a compiere gesti turpi che comunque non serviranno a nulla. Ambizione come primo credo, ricatto, bugie, doppio gioco, manipolazione lo avranno portato ad essere un uomo solo che non desidera più nulla di tutto questo ma solo ciò che non potrà avere.

Jean-Luc è un debole disgraziato nell’anima, nessun perdono per lui. Nessuna clemenza. Avrà ciò che si sarà meritato. Plauso al finale inaspettato…

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