Anne Frank – Diario/Ari Folman & David Polonsky

anne-franke.jpgTitolo: Anne Frank – Diario

Autore: Ari Folman

Illustratore: David Polonsky

Traduttrici: Elisabetta Spediacci & Laura Pignatti

Editore: Einaudi

Collana: Super ET

Prezzo: 15.00 €

Pagine: 149

Anno di pubblicazione: 2017

ISBN:9788806233761

recensione

Questo Graphic Novel mi è stato regalato per il mio compleanno. Quale perdita sarebbe stata non averlo. Quale meraviglioso fumetto avrei rischiato di non conoscere.

Tutti abbiamo letto il diario di Anne Frank a scuola o per diletto. Tutti abbiamo avuto la presunzione di conoscerla. Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo avuto pena della sua triste sorte.

Ma sono certa che nessuno l’abbia conosciuta così come ci viene presentata in questo fumetto. Io ho conosciuto una Anne inedita. Una Anne che potrebbe essere stata mia figlia tanto i suoi tratti caratteriali mi sono famigliari nei comuni adolescenti.

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La Anne che si impone in queste pagine è umana nel buio e nella luce. E’ una bambina viziata, capricciosa, permalosa ma è anche intelligente oltre ogni dire, saggia, riflessiva, dolce. Gli aspetti del suo carattere sono supportati da disegni formidabili.

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Ciò che non è scritto per ovvia mancanza di spazio, del resto non si racchiude una vita, seppur breve come lo è stata la sua, in 149 pagine di fumetto, è disegnato mirabilmente. Questi disegni compensano, non arricchiscono soltanto. Il lavoro che è stato fatto dietro a questo libro è ammirevole. Le tavole raccontano la storia e in certi casi le parole sono superflue e non avrebbero comunque potuto imprimere di maggior significato il momento trattato.

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Attraverso la narrazione muta scopriamo una Anne ironica e sarcastica, suscettibile ad attacchi di ira come ad un furbo silenzio a far si che venisse lasciata in pace. Lei che si sentiva costantemente criticata, in eterno paragone con sua sorella Margot che, secondo Anne, era considerata più bella di lei, più educata, più gentile, più intelligente ma alla quale nonostante tutto voleva bene. La caratterizzazione degli altri abitanti dell’alloggio segreto o come venne definito dal padre di Anne, Otto, il Retrocasa, è talmente divertente che ci si dimentica di stare leggendo il diario di una bimba morta di tifo e che ha sofferto la reclusione per più di due anni. Nonostante tutto traspare la ragazzina, quella con la voglia di vivere, quella convinta che finché si osserva il cielo limpido senza paura non si può perdere la libertà.

Finché potrai guardare il cielo senza timori, saprai di essere puro dentro e che tornerai a essere felice

Ho scoperto che gli abitanti della casa non erano costantemente costretti a vivere nell’alloggio segreto, nelle ore di chiusura della fabbrica scendevano per lavarsi, a turno, e in alcuni casi guardare fuori dalle finestre. I dipendenti della ditta del padre, Anne li definisce i loro salvatori e benefattori non hanno mai smesso di aiutarli, portando cibo e notizie dal fronte. Anne si sofferma molto sul conflitto con la madre. La considera una donna anaffettiva e ciò è in netta contrapposizione con lo smisurato affetto che aveva per il padre. Si interroga anche sul rapporto dei suoi genitori. Analizza la loro unione che lei considera senza amore, riporta l’atteggiamento del padre che considerandola una donna semplice non le chiede mai pareri ne opinioni sulle cose e li conosciamo una Anne femminista che ritiene che le donne abbiano la responsabilità e il compito di far sentire la propria voce, non sono solo incubatrici di bambini da spedire al fronte, una vignetta particolarmente forte ed esplicativa fa comprendere bene cosa intendesse.

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Ritiene il padre un brillante uomo costretto in un matrimonio senza amore. Amore che nonostante tutto Anne farà in tempo a conoscere. Innamorandosi di Peter, il figlio dei loro coinquilini. Darà il suo primo bacio all’interno di quelle mura, sognerà l’amore eterno, progetterà la sua vita da scrittrice. Si domanderà se mai qualcuno leggerà Kitty oltre a lei. Chissà cosa penderebbe adesso sapendo cosa Kitty ha significato per tutte le generazioni future.

Ricordo che da ragazzina avevo anche io cominciato un diario e mi ha devastata leggere che Anne parlasse a Kitty come ad una persona definendola la sua unica vera amica cosa che feci anche io intorno ai miei 11 anni.

«Cara Kitty, con tutti i miei amici posso soltanto divertirmi; si fanno solo discorsi banali. Per quanto mi sforzi, non si parla mai di argomenti piú intimi. Ecco perché… Appena ti ho visto tra i regali… Ho capito che eri speciale! Sarai quindi l’amica del cuore che in vita mia non ho mai avuto… e ti chiamerai Kitty»

E’ proprio vero che i bambini, gli adolescenti … i ragazzini di tutto il mondo si somigliano. Se togliamo i pregiudizi e i paletti degli adulti, se togliamo la tendenza a non fidarsi mai completamente di nessuno, se togliamo la resistenza che solo gli adulti possono mettere nei rapporti…. E se togliamo la paura … restiamo solo bambini. Loro con la loro resilienza e i loro occhi ben aperti sulle cose così come sono… possono insegnarci e impedirci di crescere troppo in fretta.

A mio figlio quasi 11enne farei più volentieri leggere questo fumetto per approcciarsi ad Anne piuttosto che la versione classica che tutti conosciamo.

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