Soul Guide/ Golo Zhao

soul guideTitolo: Soul Guide

Autore: Golo Zhao

Editore: Bao Publishing

Traduttore: Elisabetta Bellizio

Collana: Bao

Prezzo: 19.00 €

Pagine: 179 pp

ISBN: 9788832731989

recensione

Già so che sarò la voce fuori dal coro con questa recensione. Questo fumetto è piaciuto a tutti ed è stato osannato dall’Instagram, definito capolavoro. Io di mio faccio fatica anche a ricordare ciò che ho letto tanta era l’insensatezza delle storie.

L’incipit c’era tutto. Guardiani dell’aldilà. Accompagnatori dell’ultima ora. Traghettatori se vogliamo. Fantastico ho pensato. Fa proprio per me. No!

Trattasi di raccolta di racconti dove ogni cosiddetto traghettatore (nel fumetto viene definito in altro modo ma pensate un po’? Io non mi ricordo quale) racconta la storia del suo ultimo viaggio, cioè la storia del suo “assistito””paziente” bho…

Si comincia con una storia che ho trovato antipatica. La protagonista passa la sua pressoché  intera  esistenza rischiando di farsi mettere sotto alle strisce pedonali. Letteralmente non è in grado di attraversare la strada senza mettersi in pericolo o mettere in pericolo gli altri. Persino la scenetta finale viene disegnata nel bel mezzo di una strada. Il suo angelo custode le salva la vita innumerevoli volte, dopo averla persa lui stesso salvando lei dall’essere investita da un furgone ma finendoci sotto, suo malgrado, lui fino a che lei non si sposa e lui si congeda dicendo che ora lei avrà finalmente qualcun altro che baderà a lei. Seriously?

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C’è poi la storia della bambina che contraria all’innamoramento finalmente si innamora e tiene nascosta la sua storia dalle amiche le quali, incuriosite da tanta segretezza, la seguono per imparare ad un certo punto che il suo grande amore era niente meno che un papero il quale migra e non si fa più vedere. Nulla da criticare sulla faccenda dell’amore verso un papero sia ben chiaro, ma se fosse stata argomentata meglio, se quell’insensatezza ne fosse stata il punto forte per una narrazione surrealista come sanno perfettamente fare i cinesi, se quella bambina fosse stata esplorata meglio e se il suo mondo interiore ci fosse stato spiegato in maniera accattivante avremmo senza alcun dubbio accettato l’amore per il papero. Perché in molti casi non è la storia che racconti ma è il come la racconti. Persino ne Il giovane Holden non accade nulla di clamoroso se vogliamo proprio dirlo ma quel libro è diventata la voce di milioni di adolescenti per come quell’ordinarietà è stata raccontata.

Arriviamo poi alla storia del pompiere e del suo Sliding Doors, unico racconto un minimo approfondito con una lievemente più accurata caratterizzazione dei personaggi che ti permette quel poco di immedesimarti. Ma il minimo sindacale sia ben chiaro.

E il gran finale. Storia con un potenziale infinito banalizzata al punto da non farmi capire cosa è successo a chi e quando. Mhà…

Sarò io evidentemente. L’Instagram in modo corale ha promosso questo fumetto. Mi farò un esame di coscienza e sicuramente più coscienziosamente sceglierò i prossimi scritti di Golo Zhao. Reverie per esempio lo punto da molto, voglio capire se è con la fantasia dell’autore che non vado d’accordo oppure con la stesura cruda.

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