Un romanzo inglese / Stéphanie Hochet

unnamedTitolo: Un romanzo inglese

Autore: Stéphanie Hochet

Editore: Voland Edizioni

Traduttore: Roberto Lana

Collana: Amazzoni

Anno di edizione: 2017

Pagine: 126 p

Prezzo: 15.00 €

ISBN: 9788862433129

 

recensione

Recensire questo romanzo mi riesce difficile. L’amore e la stima per la casa editrice mi impongono di essere severa ma giusta come si suol dire. Tanto cercherò di fare.

Il libro è lento. Non noioso in quanto, pur non essendo sinonimi, i due termini tendono a venire sovrapposti. Non accade nulla di inaspettato se non sul finale, non ci sono exploit narrativi ne tanto meno quei famosi esercizi di stile che posso rendere  un brutto romanzo, ovvero una banale storia, un capolavoro. Piatto e lineare seppur scritto bene.

Trattasi di una coppia di sposi che con il figlioletto e due domestiche abbandonano Londra bombardata e in pieno conflitto mondiale per una temporanea quanto lenta vita in campagna. Anna, la protagonista e voce narrante, traduce libri dal francese e necessita di un aiuto in più per la gestione del piccolo Jack, mette un annuncio sul giornale in cerca di una bambinaia e a rispondere è George. George Eliot pensa subito Anna. Assunta. A presentarsi però alla loro dimora sarà, si George, ma un ragazzo. Inidoneo alle armi per un problema cardiaco necessità di sbancare il lunario e, pertanto, di occupa di bambini. Da “grande” vuole fare l’insegnante.  Gli equilibri famigliari verranno sconquassati da un’inutile quanto distruttiva gelosia del marito nei confronti del bambinaio, l’attaccamento del piccolo jack al sopracitato giovane invece renderà Anna, la madre, a sua volta, vuoi per riconoscenza vuoi per stima, più vicina a George e in ultimo la somiglianza di George al cugino Jack partito per la guerra e non ancora ritornato. George perderà la vita nella maniera più inaspettata di sempre, Anna non riuscirà a reggere il tormento di un’altra perdita nella sua vita e le esistenze di tutti verranno, irrimediabilmente, compromesse. Per sempre.

Non ricorderò nulla di questo scritto l’anno prossimo. Non ho simpatizzato con nessuno dei protagonisti. Non lo ritengo un brutto libro e per la snellezza lo consiglierei a chi ama l’epoca narrativa e lo stile sobrio ma efficace. Ma se cercate spunti di riflessione, momenti di autoanalisi, curiosità sull’epoca, scrittura sbalorditiva, irrequietezza ecco non è forse in Romanzo inglese che le troverete. Interessante l’idea di fondo. Lo scambio di persona, aspettative disattese e femminismo convincente ma il tutto rimescolato troppo liscio, manca qualche bollicina.

Buona lettura.

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